Parigi val bene una messa /1

Primo post “diario di viaggio” della mia vacanza a Parigi. Pubblico un po’ perché alcune cose della città mi sono piaciute molto, un po’ perché potrebbe tornare utile a qualcuno che volesse sapere in anticipo cosa vedere e dove mangiare.

Giorno 0: 31/12/2008

22:30 Il treno non esiste. Un intercity notte che fa Roma – Parigi Bercy non è riportato in partenza sul tabellone della stazione di Bologna: pur essendo segnalato in arrivo, non è tra le partenze. Viaggiatori spaesati sul binario si chiedono conferma l’un l’altro, alla fine, un paio di minuti dopo l’orario di partenza specificato sul biglietto, la “voce” della stazione si scusa per l’inconveniente, conferma che il treno esiste e a quale binario arriverà. Per fortuna eravamo già tutti lì grazie al foglio su cui sono indicati tutti i treni in partenza dalla stazione.

Nottetempo, passando dalla Svizzera, ho notato che il treno non era indicato neanche sui monitor del binario in cui stazionava (credo fosse la stazione di Losanna), per cui ho seriamente preso in considerazione la non esistenza del treno: se una cosa non risulta agli svizzeri, non credo esista.

Giorno 1: 1/1/2009

Il treno arriva con un’ora e mezza di ritardo, pare sia normale. L’ingresso della metro alla stazione di Bercy ha le caratteristiche che mi faranno compagnia per tutta la permanenza: scale, passaggi adatti solo a chi non ha più di una taglia 58.

Tra le cose comode del metro, oltre ad arrivare praticamente dovunque (anche se metà del tragitto toccava farlo sottoterra per cambiare linea), c’è il Paris Visite, un pass della durata di un certo numero di giorni (fino a 5) che copre le zone importanti di Parigi o anche tutta l’area fino a Versailles.

Pranzo da Chartier, molto bello come ambiente e prezzi nella media dei giorni successivi. Il menu è solo in francese, quindi se capite cosa state prendendo bene, altrimenti…

Dopo una passeggiata varia, arrivati al ponte Alma ci siamo imbarcati su un bateaux-mouche, il tipico battello turistico che fa il giro della Senna.  Il battello, dal simpatico nome La Galère, ha prima seguito la riva del Museo d’Orsay, ha girato intorno all’Ile Saint Luis, è tornato indietro fino al ponte d’Iéna ed ha concluso il giro. Nonostante sull’opuscolo fosse indicato un giro intorno alla statua della libertà, il battello ha girato prima di raggiungerla. Fare foto è un po’ difficile, vista la velocità del battello e il freddo polare (stando fuori si becca tutto il vento).

Per riscaldarci abbiamo provato a prendere una cioccolata e un tè in un bar di Place de la Republique: pessimo (credo fosse Au soleil levant, almeno a quanto vedo su Google Street View).

A cena si è andati a caccia di un ristorante di cui non ricordo il nome nel quartiere Marais, un quartiere notevole visto che si possono vedere uno di fianco all’altro locali gay e attività commerciali gestite da ebrei ortodossi (almeno, quelli che ho visto io avevano il classico cappellone nero quindi presumo fossero ortodossi). Alla fine abbiamo cenato al Marathon nel quartiere latino, un posto senza grosse pretese ma dove abbiamo mangiato abbastanza bene, a parte l’oscena capra impagliata fuori dalla vetrina che attirava foto di turisti neanche fosse stata Letitia Casta.

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