Charles Duke @ Bologna

Manifesto dell'incontro

Martedì ho assistito a una conferenza tenuta da Charles Duke, astronauta e decimo uomo a mettere piede sulla Luna.

La serata era stata organizzata dall‘associazione astrofili bolognesi, dall’INAF e altri, si è tenuta nell’aula absidale di Santa Lucia, che si è riempita completamente in pochi minuti.

Duke, nonostante i suoi 74 anni, è molto attivo e soprattutto non è sembrato annoiato a dover raccontare ancora una volta la stessa storia che racconta da 40 anni.

Il suo racconto ha coperto il periodo da quando finì l’accademia navale fino al ritorno dalla Luna. Hanno proiettato un filmato della missione e lui ha commentato man mano ogni parte, sia dal punto di vista tecnico (stadi del saturno 5, i problemi tecnici tipo la difficoltà a mettere le tute o a rialzarsi quando è inciampato) sia da quello delle impressioni personali.

Ha cercato di mantenere un tono leggero anche raccontando situazioni difficili come quando cadde sulla schiena, rischiando di rompere il supporto vitale della tuta.

Ha risposto a varie domande, alcune delle quali classiche, in modo preciso e distinguendo sempre tra la conoscenza scientifica e la sua opinione personale. Questo perché in alcuni momenti, se sempre a seguito di una domanda specifica, ha espresso le proprie convinzioni religiose. Apparentemente questa è una parte molto importante della sua vita, dato anche che nell’organizzazione della serata erano coinvolte un paio di associazioni a sfondo religioso (ad esempio la traduttrice faceva parte di una associazione di questo tipo).

Come esempio posso portare la sua risposta in merito alle forme di vita intelligenti extraterrestri nell’universo: Duke ha ricordato il programma SETI, di come non ci siano prove scientifiche a favore o contro e di come su Marte forse ci siano delle forme di vita batteriche, per poi dire come secondo lui (sottilineando sempre che è una sua opinione valdia come quella di chiunque altro) non ci sia altra vita intelligente e nel caso ci fosse sarebbe stata creata da Dio. Stesso discorso per la questione evoluzionismo vs creazionismo, in cui ha indicato come secondo lui la vita non è frutto del caso.

Tra le altre cose ha stroncato anche la solita domanda “ma invece di spendere soldi per andare sulla Luna non si potevano usare per la fame in Africa?” e ha spiegato più volte come nello spazio le stelle non si vedano dato che c’è il sole ad “oscurarle”.

Tra altri intervenuti, Giorgio Palumbo, già dell’ASI, ha raccontato dell’apporto italiano alle prime fasi della corsa allo spazio, e Syusy Blady ha presentato una intervista da lei fatta a uno delgi astronauti italiani e ha parlato di come sarebbe interessante fare un programma televisivo su questi argomenti.

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