Dragonero GDR: una sessione introduttiva per nuovi giocatori – terza parte

Terza e ultima parte dell’avventura. Potete recupecare i post con la prima e la seconda parte.

La fuga

Usciti dalla città, i quattro si dirigono verso il mare seguendo la strada che corre parallela alla riva del fiume. Non troppo lontano dalle mura, il bosco lascia spazio ad alcuni campi coltivati. Da una fattoria provengono urla e rumori.

Restando in silenzio, dalla strada il gruppo si accorge che un paio di orchi sta colpendo con forza la porta della fattoria. Non c’è alcuna discussione, gli avventurieri decidono di intervenire.

Dato che i due orchi danno loro le spalle e sono impegnati a cercare di entrare nell’edificio, Mugrim e Oparal cercano di avvicinarsi silenziosamente per verificare la situazione, in modo da evitare di incontrare un gruppo troppo numeroso. L’accordo con gli altri è che segnaleranno il via libera scagliando una freccia.

Una volta attraversato un campo, mantenendosi nascosti dietro l’alta coltivazione, i due raggiungono un punto a metà strada tra la casa e il granaio, dove notano un altro orco sul lato dell’edificio. Mentre dall’interno provengono pianti e grida disperate, con in mano una torcia già accesa, il guerriero sta evidentemente considerando di stanare gli occupanti con il fuoco.

Mugrim scaglia una freccia, ma Duncan e il mago sono distratti e non se ne accorgono. Non vedendo arrivare gli amici, Mugrim decide di tornare indietro per avvertirli.

Oparal non ha voglia di aspettare i compagni, sgattaiola alle spalle dell’orco e cli pianta un pugnale tra spalla e collo. L’orco lancia un urlo e fronteggia la ladra.

I due razziatori sul fronte della casa i girano verso sinistra, attirati dalla voce del ferito. Sentito l’urlo, i 3 eroi si lanciano all’attacco, approfittando della distrazione dei due orchi.

Duncan si avventa sull’orco più a sinistra e con un potentissimo fendente della sua ascia bipenne lo colpisce alla base del collo, spaccandogli a metà la cassa toracica e uccidendolo sul colpo. Mugrim invece si avventa su quello più a destra, colpendolo con forza alla schiena con l’enorme ascia. Dalla distanza, il mago fa fluire l’energia magica attraverso il proprio corpo, trasferendola dall’ambiente circostante e concentrandola nel proprio pugno. Raggiunta subito la quantità di forza magica necessaria, sferra un pugno. Immediatamente, l’aria davanti alla sua mano si addensa, diventando come solida, ed è scagliata come un proiettile verso l’orco superstite. Il colpo lo raggiunge alla testa, l’impatto scaraventa il grosso pelleverde a terra, da cui non si rialzerà più.

Nel frattempo, superato il primo momento di confusione, l’ultimo orco sopravvissuto ha lasciato cadere la torcia per poter prendere l’ascia appesa alla cintura. Oparal si allontana da lui per evitare di essere colpita.

Duncan e Mugrim raggiungono la ladra e si piazzano tra lei e l’orco. Duncan tenta un fendente contro il nemico, ma il colpo rimbalza sulla spessa armatura di cuoio. Mugrim invece riesce a ferirlo al fianco. In un impeto di furia, il razziatore tenta di colpire Duncan, ma il dolore per le ferite è lancinante e manca il colpo, accasciandosi a terra puntelandosi con l’ascia. Oparal ne approfitta subito, sguscia alle spalle dell’orco e gli piazza due pugnali nel collo, uccidendolo.

I quattro avventurieri si dirigono quindi alla porta, da cui continuano a provenire singhiozzi e pianti disperati. Duncan bussa, cercando di tranquillizzare gli occupanti relantivamente allo scampato pericolo. Dall’interno non sono molto convinti, ma dopo un paio di tentennamenti aprono la porta. All’interno c’è una donna con un paio di bambini di circa 8 anni. I due ragazzini impugnano dei manici di scopa, in un vano tentativo di difendere la madre. Da dietro un tavolo sbuca una bambina più piccola. Alla vista di Mugrim, questa inizia a piangere e strillare.

Duncan presente l’orco come un amico, qualcuno che li ha aiutati, ma la bambina continua a urlare. Temendo che altri razziatori possano sentirla, Mugrim urla “SILENZIO!”. La bambina balbetta e si ammutolisce. Gli avventurieri danno uno sguardo alla casa, una semplice abitazione da contadini che non contiene nulla di valore, con grande disappunto di Oparal.

Duncan chiede alla donna cosa sia successo, questa spieg come il marito abbia preso il cavallo per andare a chiedere aiuto in città appena notato il gruppo di orchi al margine dei campi coltivati. Il guerriero le fa sapere come loro si stiano dirigendo verso il mare, dato che la città non è sicura, ma di come la strada sia lunga per dei bambini così piccoli. La donna rassicura i quattro, dicendo che nascusta sulla riva del fiume vi è una chiatta che utilizzano per trasportare con facilità gli animali. L’imbarcazione può ospitare comodamente un paio di mucche e un paio di persone, quindi loro dovrebbero riuscire a sarci anche se un po’ stretti.

Senza attendere oltre, tutti si dirigono verso la strada. Per evitare problemi, il mago lancia una fitta nebbia tra loro e la riva del fiume. Tutti camminano in fila indiana, tenendosi per mano, con Mugrim in cima al gruppo per poter seguire meglio il terreno. Dalla strada, in direzione della città, provengono urla di battaglia, ma la nebbia impedisce a chiunque di vedere cosa stia succedendo.

Raggiunta la chiatta, il gruppo si dirige verso la foce del fiume raggiungendola dopo qualche ora di navigazione. Al largo si notano subito numerose navi e sulla riva sono presenti alcune lance guardate a vista da soldati imperiali. I bambini e la donna corrono subito verso le imbarcazioni, dove sono giù raccolti alcuni sopravvissuti all’attacco alla città. I soldati li accolgono in modo tranquillizzante, ma subito si irrigidiscono alla vista di Mugrim. Duncan tenta di spiegare come l’orco sia stato cruciale nel salvare queste persone, ma i soldati portano le mani alle armi. Il mago si fa avanti, e facendo pesare il proprio rango, riprende fermamente i soldati. Questi scattano subito sull’attenti, scusandosi per i propri modi, e invitano i quattro avventuriari su una delle lance.

Diretti verso una delle grandi navi al largo, tutti si rilassano dopo la concitazione delle ultime ore. La donna guarda con serenità i propri figli, e rivolgendosi ai suoi salvatori porge una piccola borsa di denaro che teneva nascosta nei vestiti. Il pegno di ringraziamento è molto apprezzato, soprattutto da Oparal.

Il gruppo ha provato la propria forza contro dei nemici determinati ed è pronto alla prossima avventura.

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